Costituzione, come nacque

 

Nell’autunno del 1945 furono istituiti la Consulta Nazionale e il Ministero della Costituente.
La Consulta, tra l’altro, elaborò le norme per la elezione dell’Assemblea Costituente, che, per la prima volta in Italia, contemplarono la possibilità per le donne, sia di votare, che di essere elette.
Il 2 giugno 1946 furono convocati i comizi per deliberare, mediante referendum, sulla forma istituzionale dello Stato e per eleggere i deputati alla Costituente.
Dopo il referendum, che vide la vittoria della forma repubblicana, l’ Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il il 25 giugno 1946.
Il Governo in carica non presentò all’ Assemblea un progetto di Costituzione.
Fu nominata pertanto una Commissione per la Costituzione per la redazione di uno schema, che l’Assembla avrebbe poi esaminato, articolo per articolo.
La Commissione per la Costituzione fu nominata dal Presidente dell’Assemblea, Saragat, su designazione dei gruppi parlamentari, in modo da rispecchiarne la proporzione, ed era composta da 75 deputati, tra cui 5 sole donne: Federici, Gotelli, Iotti, Merlin e Noce.
La prima riunione della Commissione per la Costituzione (dei 75) si tenne il 20 luglio 1946 ed elesse Presidente Ruini.
La Commissione si organizzò così.
Prima Sottocommissione (Diritti e Doveri dei Cittadini): Presidente, Tupini.
Seconda Sottocommissione (Ordinamento Costituzionale della Repubblica): Presidente, Terracini per la I Sezione (Potere Esecutivo); Presidente, Conti per la II Sezione (Potere Giudiziario).
Terza Sottocommissione (Diritti e Doveri economico-sociali): Presidente, Ghidini.
Durante i lavori sorse un conflitto di competenza tra la Prima e la Terza Sottocommissione, che vollero entrambe occuparsi della parte economica-sociale, elaborando due distinti progetti.
Fu allora nominato un Comitato di coordinamento per unificare i due testi.
Risultando non poche tuttavia le discordanze sostanziali e formali fra i vari testi e difficilmente eliminabili con la richiesta rapidità, in una Commissione troppo numerosa, la Commissione dei 75 affidò allora l’incarico di coordinare le formulazioni approvate dalle Sottocommissioni e Sezioni e di redigere un progetto organico e unitario ad un Comitato ristretto di 18 membri.
Questo Comitato approntò il progetto, suddividendo tutta la materia in modo organico (parti, titoli e sezioni) e coordinando tutti gli articoli, che furono ridotti da 199 a 131, più le disposizioni finali e transitorie.
Il Comitato di coordinamento (dei 18) fu poi incaricato di rappresentare l’intera Commissione dei 75 dinanzi all’Assemblea Costituente, durante gli otto mesi di discussione pubblica.
Questo Comitato era inizialmente composto da: Ruini (Presidente); Tupini, Terracini e Ghidini (Presidenti Sottocommissioni); Perassi (Segretario); Grassi, Marinaro, Ambrosini, Calamandrei [vedi articolo Calamandrei e la Costituzione], Canevari, Cevolotto, Dossetti, Fanfani, Foschini, Grieco, Moro, Rossi e Togliatti.
Successivamente, causa dimissioni o altro, parteciparono anche: Mortati, Laconi, Reale, Targetti, Lucifero, Condorelli, Leone, Colitto, Gullo, Tosato, Conti e Giolitti.
Approntato il progetto dai 18, la Commissione (dei 75) vi apportò lievi modificazioni, approvando in gran parte l’operato del comitato ristretto.
Pertanto, il progetto della Commissione fu presentato all’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1947.
Il progetto di Costituzione rimase così all’ordine del giorno dell’Assemblea dal 4 marzo al 22 dicembre 1947.
Le discussioni furono dirette dal Presidente, Terracini.
Nella seduta antimeridiana del 22 dicembre, l’Assemblea perse in esame il testo finale coordinato e risolse gli ultimi punti controversi; nella seduta pomeridiana dello stesso giorno, la Costituzione fu approvata con votazione complessiva e finale.
La Costituzione venne promulgata il 27 dicembre e, in attuazione della XVIII disposizione finale, entrò in vigore il giorno 1 gennaio 1948.
L’Assemblea tenne 347 sedute (128 antimeridiane e 219 pomeridiane).
Sui 140 articoli del progetto, furono presentati 1663 emendamenti, dei quali 292 approvati, 314 respinti e 1057 assorbiti.
Gli emendamenti furono ripartiti tra i vari articoli del progetto; solo 3 non ebbero emendamenti, su 18 se ne ebbe uno solo, mentre il massimo si ottenne sull’articolo 109 (potestà legislativa delle Regioni).
Durante la discussione parlarono 275 oratori, per 1090 interventi; furono approvati 15 ordini del giorno e si ebbero, sulle questioni più controverse, 23 votazioni per appello nominale, 43 a scrutinio segreto, mentre 3 votazioni vennero rimandate per mancanza del numero legale.

Così nacque la nostra Costituzione, formalmente, ma dove è nata sostanzialmente?

“Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”.
Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955

Autore: Stefano Stefàno

Mi chiamo Stefano Stefàno e sono un avvocato patrocinante in Cassazione del Foro di Roma, ove risiedo da quando sono nato nel 1957. Mi sono laureato presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1982. Quattro anni prima, nel 1978, avevo sostenuto gli esami di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico, studiando su “Istituzioni di Diritto Pubblico” di C.Mortati (1975) e “Lezioni di Diritto Costituzionale” di V.Crisafulli (1976). Ora mi rendo conto che quando ho fatto quei due esami la Carta costituzionale era bella ed ancora giovane e per questo forse che, dal basso dei miei ventanni, questa quasi coetanea mi affascinò e mi fece innamorare di Lei, un amore che ancora dura, anche ora che ha perso sì la Sua giovinezza (ma anch’io sono un po’ invecchiato), ma non certo la Sua bellezza ….. mail: studiolegalestefano@fiscolex.com pec: stefanostefano@ordineavvocatiroma.org

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