Italicum, colpa o dolo?

Quei due o tre amici che mi seguono mi hanno scritto per sapere come mai non avessi fatto sentire più la mia voce; in effetti, nell’ultimo articolo Revisione costituzionale: il metodo avevo annunciato che, per non correre troppo avanti, avrei sospeso l’analisi testuale degli articoli della legge di revisione, che dovrebbe essere sottoposta al referendum costituzionale ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, poiché, ad “allora” (4 agosto), ancora non era stata fissata la data della consultazione.

In realtà, confesso, era un mezzuccio per prendersi qualche giorno di vacanza (per vedersi in santa pace le Olimpiadi: una sorta di tregua olimpica), confidando nel fatto che presto (dopo Ferragosto, dicevano) si sarebbe conosciuta la sospirata data.

Mai fiducia è stata così mal riposta! Da allora sono passate le Olimpiadi; c’è stato il tragico terremoto di Amatrice (città a me cara, per averci corso 4 edizioni della gara podistica “Amatrice-Configno, proprio dentro, in partenza, quelle vie, ora solo cumuli di macerie: un abbraccio solidale a tutti gli amatriciani, ed anche a tutti i cittadini delle altre località colpite); si sono tenute le Paralimpiadi e, da ultimo, permane il tentativo di rovesciare costantemente l’esito delle elezioni capitoline (ma, già lo sappiamo, per le elites Elites l’esito elettorale va rispettato solo se in linea coi propri interessi Brexit: i rischi del referendum): sono successe tutte queste cose, ma la data del referendum ancora non è pervenuta al popolo sovrano.

Non temete, però,nel frattempo ho già predisposto alcuni articoli per riprendere l’analisi testuale, a partire dell’art. 55 (molti parlano, per fortuna, dell’art.70, ma vi assicuro che questo non è da meno).

Gli altri due o tre che mi seguono, inoltre, mi hanno chiesto anche perché non ho ancora fatto cenno qui alla nuova legge elettorale (c.d. “Italicum”); il motivo é semplice, sono un avvocato ed, in quanto tale, abituato in primis a studiare il diritto positivo (concretamente dato, quello che c’è).

Non posso quindi prestare il mio tempo, qui, e sottrarlo al mio tempo di lavoro, per parlare di una legge elettorale c.d. “Italicum”, che, se pur formalmente vigente, non sarà mai applicata, quindi non esiste.

E già, perché stiamo assistendo su tutti i media mainstream da tempo ormai a uno scassamento di maroni notevole perché il Sindaco di Roma Capitale non è in grado di perfezionare la sua giunta, con la nomina del nuovo Assessore al Bilancio, volendo con ciò evidenziarne – neanche troppo velatamente – così la sua incapacità, inefficienza.

Mi sta bene, la critica; non certo le sue finalità, che chiaramente ascrivo alla campagna mediatica di gettare discredito sul Sindaco e volta al tentativo di rovesciare l’esito delle elezioni capitoline perché gli interessi economici in gioco sono notevoli.

La controprova, per chiudere la parentesi e tornare alle questioni più importanti che qui sto trattando, è data da quello che sto per esporre.

Visto che si punta il dito contro l’inefficenza o incapacità della istituzione capitolina, saliamo di livello: vogliamo parlare, a proposito di incapacità, anche di altre istituzioni, che, dopo il varo formale dell’ “Italicum”, già stanno ideando di propore una legge elettorale diversa, o su queste taciamo?

Come li valutiamo questi legislatori, che hanno emanato una legge – peraltro già sub judice dinanzi alla Corte Costituzionale – e dopo soli pochi mesi la vogliono già cambiare, perché forse, così com’è stata fatta (da loro stessi, mica dalle opposizioni) non favorisce la loro parte “politica”?

Perché i media mainstream non applicano lo stesso metro di Roma Capitale anche qui; oggi, De Boer ha cambiato Kondogbia dopo pochi minuti perché non andava bene, era scarso: l’ “Italicum” pare essere come Kondogbia, non sembra andar bene, ma, a differenza del giocatore francese dell’Inter, non è scarsa la legge (mai può essere definita così una legge), ma è forse incapace ed inefficiente il legislatore dell’ “Italicum”, come e molto di più del Sindaco (o vogliamo equiparare un assessore, sia pure della Capitale, con una legge, e che legge, quella elettorale!)

Non vedo dita puntate, qui; come mai.

Forse perché si condivide lo spirito del legislatore elettorale, che è questo: fare una legge che soddisfi la mia parte politica.

Ma, così facendo ci sono due problemi, entrambi insormontabili: 1) contingente; nell’attuale fase politica, caratterizzata da una notevole volatilità, o fluidità, del corpo elettorale, qualsiasi trucchetto per realizzare una legge elettorale a proprio uso e consumo – ché di questo si tratta –  è destinato a fallire;  perché nel momento in cui ideo il trucco, mi baso sui dati elettorali attuali, che, data la predetta volatilità, veloce per definizione, il giorno dopo non sono più buoni e sono già destinati ad essere modificati:  questo il motivo per cui, dal maggioritario in poi ( che doveva essere la panacea di tutti i mali, ricordate?) sono stati modificati tremila volte i sistemi elettorali; e, qui, per adoperare concetti del diritto penale, siamo nella “colpa”: ovvero, quando l’evento non è voluto dal l’agente  e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia (art. 43 c.p.); questi legislatori elettorali, da venti anni a questa parte, non sono stati in grado di promulgare una legge che soddisfacesse i loro stessi interessi (l’evento non è voluto dall’agente), si potrebbe parlare di “eterogenesi dei fini”, ma non siamo in campo filosofico bensì giuridico, e allora dobbiamo rilevare che la loro azione, come per  Kondogbia è solo causata da negligenza, imprudenza e imperizia;               2) strutturale; semplice, semplice, ma perché bisogna ridursi a fare una legge elettorale ogni 3×2, anziché fare una legge elettorale EFFICENTE che duri 40 anni almeno  e sia cioè LUNGIMIRANTE senza stare a guardare gli interessi di bottega di questo o quest’altro polo (tanto ormai i poli sono almeno 3), visto che, ormai è pure provato, non sono neppure capaci di perseguire il loro fine particulare? qui, però, siamo nel concetto di ” dolo”: ovvero, quando l’evento dannoso è dell’agente preveduto o voluto, signori, questi legislatori elettorali non vogliono fare assolutamente una legge elettorale super partes, efficiente perché  lungimirante e perciò duratura.

Ed a questi legislatori, eletti – ricordiamoci sempre – sulla base di una legge elettorale che ha subito la dichiarazione di parziale illegittimità (ma dai!) da parte della Corte Costituzionale con la Sentenza n. 1/2014 L’imbroglio ),  proprio a questi, che non sono capaci di fare una legge elettorale EFFICIENTE, per colpa o per dolo poco importa, vogliamo far REVISIONARE (non riformare) la  Carta Costituzionale?

Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò!