Il Testo della LEGGE di REVISIONE COSTITUZIONALE (Corte Costituzionale, transitorie e finali)

 

 

TESTO LEGGE COSTITUZIONALE Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016)

Avvertenza:

Il testo della legge costituzionale e’ stato approvato dal Senato
della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta
dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera
dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei
suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del
testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila
elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si
proceda al referendum popolare.
Il presente comunicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 3 della
legge 25 maggio 1970, n. 352.

Art. 37.
(Elezione dei giudici della Corte costituzionale)

  1. All’articolo 135 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) il primo comma e’ sostituito dal seguente:
    « La Corte costituzionale e’ composta da quindici giudici, dei
    quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo
    dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla
    Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica »;
    b) al settimo comma, la parola: « senatore » e’ sostituita dalla
    seguente: « deputato ».

Art. 38.
(Disposizioni consequenziali e di coordinamento)

  1. All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «
    delle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei
    deputati ».
  2. L’articolo 58 della Costituzione e’ abrogato.
  3. L’articolo 61 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 61. – L’elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo
    entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione
    ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall’elezione.
    Finche’ non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati
    i poteri della precedente ».
  4. All’articolo 62 della Costituzione, il terzo comma e’ abrogato.
  5. All’articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «
    Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti,
    ne dichiarano » sono sostituite dalle seguenti: « Se la Camera dei
    deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara ».
  6. All’articolo 81 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al secondo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite
    dalle seguenti: « della Camera dei deputati » e la parola: «
    rispettivi » e’ sostituita dalla seguente: « suoi »;
    b) al quarto comma, le parole: « Le Camere ogni anno approvano »
    sono sostituite dalle seguenti: « La Camera dei deputati ogni anno
    approva »;
    c) al sesto comma, le parole: « di ciascuna Camera, » sono
    sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati, ».
  7. All’articolo 87 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al terzo comma, le parole: « delle nuove Camere » sono
    sostituite dalle seguenti: « della nuova Camera dei deputati »;
    b) all’ottavo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite
    dalle seguenti: « della Camera dei deputati. Ratifica i trattati
    relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, previa
    l’autorizzazione di entrambe le Camere »;
    c) al nono comma, le parole: « dalle Camere » sono sostituite dalle
    seguenti: « dalla Camera dei deputati ».
  8. La rubrica del titolo V della parte II della Costituzione e’
    sostituita dalla seguente: « Le Regioni, le Citta’ metropolitane e i
    Comuni ».
  9. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le-
    parole: «, delle Province » sono inserite le seguenti: « autonome di
    Trento e di Bolzano ».
  10. All’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole:
    « alle Camere » sono sostituite dalle seguenti: « alla Camera dei
    deputati ».
  11. All’articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole:
    « ad una delle Camere del Parlamento » sono sostituite dalle
    seguenti: « alla Camera dei deputati ».
  12. All’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole:
    « della Provincia o delle Province interessate e » sono soppresse e
    le parole: « Province e Comuni, » sono sostituite dalle seguenti: « i
    Comuni, ».
  13. All’articolo 133 della Costituzione, il primo comma e’
    abrogato.
  14. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge costituzionale 11 marzo
    1953, n. 1, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
    « 2. Il Comitato di cui al comma 1 e’ presieduto dal Presidente
    della Giunta della Camera dei deputati ».
  15. Alla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) l’articolo 5 e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 5. – 1. L’autorizzazione prevista dall’articolo 96 della
    Costituzione spetta alla Camera dei deputati, anche se il
    procedimento riguardi altresi’ soggetti che non sono membri della
    medesima Camera dei deputati »;
    b) le parole: « Camera competente ai sensi dell’articolo 5 » e «
    Camera competente », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle
    seguenti: « Camera dei deputati ».
  16. All’articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n.
    2, al primo periodo, le parole: « da questo in seduta comune delle
    due Camere » sono sostituite dalle seguenti: « da ciascuna Camera » e
    le parole: « componenti l’Assemblea » sono sostituite dalle seguenti:
    « propri componenti »; al secondo periodo, le parole: « l’Assemblea »
    sono sostituite dalle seguenti: « di ciascuna Camera ».

Art. 39.
(Disposizioni transitorie)

  1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in
    vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della
    Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge
    costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei
    Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni
    consigliere puo’ votare per una sola lista di candidati, formata da
    consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine
    dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide
    il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si
    ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il
    numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I
    seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai
    quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella
    lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle
    liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parita’ di resti, il
    seggio e’ assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in
    mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la
    lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, puo’ essere
    esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di
    un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di
    cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco,
    e’ proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo
    tra i non eletti della stessa lista.
  2. Quando, in base all’ultimo censimento generale della
    popolazione, il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi
    dell’articolo 57 della Costituzione, come modificato dall’articolo 2
    della presente legge costituzionale, e’ diverso da quello risultante
    in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i
    senatori nel numero corrispondente all’ultimo censimento, anche in
    deroga al primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si
    applicano in ogni caso le disposizioni di cui al comma 1.
  3. Nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della
    presente legge costituzionale, sciolte entrambe le Camere, non si
    procede alla convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del
    Senato della Repubblica.
  4. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui
    all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato
    dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, la prima
    costituzione del Senato della Repubblica ha luogo, in base alle
    disposizioni del presente articolo, entro dieci giorni dalla data
    della prima riunione della Camera dei deputati successiva alle
    elezioni svolte dopo la data di entrata in vigore della presente
    legge costituzionale. Qualora alla data di svolgimento delle elezioni
    della Camera dei deputati di cui al periodo precedente si svolgano
    anche elezioni di Consigli regionali o dei Consigli delle Province
    autonome di Trento e di Bolzano, i medesimi Consigli sono convocati
    in collegio elettorale entro tre giorni dal loro insediamento.
  5. I senatori eletti sono proclamati dal Presidente della Giunta
    regionale o provinciale.
  6. La legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della
    Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge
    costituzionale, e’ approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento
    delle elezioni della Camera dei deputati di cui al comma 4.
  7. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della
    presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni
    effetto, quali membri del Senato della Repubblica.
  8. Le disposizioni dei regolamenti parlamentari vigenti alla data
    di entrata in vigore della presente legge costituzionale continuano
    ad applicarsi, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in
    vigore delle loro modificazioni, adottate secondo i rispettivi
    ordinamenti dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica,
    conseguenti alla medesima legge costituzionale.
  9. Fino all’adeguamento del regolamento della Camera dei deputati a
    quanto previsto dall’articolo 72, settimo comma, della Costituzione,
    come modificato dall’articolo 12 della presente legge costituzionale,
    in ogni caso il differimento del termine previsto dal medesimo
    articolo non puo’ essere inferiore a dieci giorni.
  10. In sede di prima applicazione dell’articolo 135 della
    Costituzione, come modificato dall’articolo 37 della presente legge
    costituzionale, alla cessazione dalla carica dei giudici della Corte
    costituzionale nominati dal Parlamento in sedutacomune, le nuove
    nomine sono attribuite alternativamente, nell’ordine, alla Camera dei
    deputati e al Senato della Repubblica.
  11. In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla
    data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su
    ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro
    dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui
    all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato
    dalla presente legge costituzionale, da almeno un quarto dei
    componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del
    Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima
    legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei
    deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al
    giudizio di legittimita’ della Corte costituzionale. La Corte
    costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche
    ai fini di cui al presente comma, il termine di cui al comma 6
    decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge
    costituzionale. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione,
    come modificato dalla presente legge costituzionale, le Regioni e le
    Province autonome di Trento e di Bolzano conformano le rispettive
    disposizioni legislative e regolamentari a quanto ivi stabilito.
  12. Le leggi delle Regioni adottate ai sensi dell’articolo 117,
    terzo e quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla
    data di entrata in vigore della presente legge costituzionale,
    continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle
    leggi adottate ai sensi dell’articolo 117, secondo e terzo comma,
    della Costituzione, come modificato dall’articolo 31 della presente
    legge costituzionale.
  13. Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge
    costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e
    alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei
    rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e
    Province autonome. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
    presente legge costituzionale, e sino alla revisione dei predetti
    statuti speciali, alle Regioni a statuto speciale e alle Province
    autonome si applicano le disposizioni di cui all’articolo 116, terzo
    comma, ad esclusione di quelle che si riferiscono alle materie di cui
    all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel testo vigente
    fino alla data di entrata in vigore della presente legge
    costituzionale e resta ferma la disciplina vigente prevista dai
    medesimi statuti e dalle relative norme di attuazione ai fini di
    quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione; a seguito della
    suddetta revisione, alle medesime Regioni a statuto speciale e
    Province autonome si applicano le disposizioni di cui all’articolo
    116, terzo comma, della Costituzione, come modificato dalla presente
    legge costituzionale.
  14. La Regione autonoma Valle d’Aosta/ Vallee d’Aoste esercita le
    funzioni provinciali gia’ attribuite alla data di entrata in vigore
    della presente legge costituzionale.

Art. 40.
(Disposizioni finali)

  1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e’
    soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei
    ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la
    pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e
    delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario
    straordinario cui e’ affidata la gestione provvisoria del CNEL, per
    le attivita’ relative al patrimonio, compreso quello immobiliare,
    nonche’ per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso
    la Corte dei conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla
    soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario
    straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi
    componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di
    rappresentanza.
  2. Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti
    monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei
    gruppi politici presenti nei Consigli regionali.
  3. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge
    costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua
    entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della
    Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e
    razionalizzazione, all’integrazione funzionale delle amministrazioni
    parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse
    umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine
    e’ istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato
    dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto
    unico del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate
    le disposizioni gia’ vigenti nei rispettivi ordinamenti e stabilite
    le procedure per le modificazioni successive da approvare in
    conformita’ ai principi di autonomia, imparzialita’ e accesso
    esclusivo e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono
    altresi’ di comune accordo le norme che regolano i contratti di
    lavoro alle dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del
    Parlamento, previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i
    rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.
  4. Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree
    montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli
    enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori
    disposizioni in materia sono adottate con legge regionale. Il
    mutamento delle circoscrizioni delle Citta’ metropolitane e’
    stabilito con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni,
    sentita la Regione.
  5. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 59, primo comma,
    della Costituzione, i senatori di cui al medesimo articolo 59,
    secondo comma, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge
    costituzionale, non possono eccedere, in ogni caso, il numero
    complessivo di cinque, tenuto conto della permanenza in carica dei
    senatori a vita gia’ nominati alla data di entrata in vigore della
    presente legge costituzionale. Lo stato e le prerogative dei senatori
    di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni gia’
    vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge
    costituzionale.
  6. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano/Autonome Provinz
    Bozen sono eletti tenendo conto della consistenza dei gruppi
    linguistici in base all’ultimo censimento. In sede di prima
    applicazione ogni consigliere puo’ votare per due liste di candidati,
    formate ciascuna da consiglieri e da sindaci dei rispettivi
    territori.

Art. 41.
(Entrata in vigore)

  1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno
    successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
    successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge
    costituzionale si applicano a decorrere dalla legislatura successiva
    allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli
    articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11, e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che
    sono di immediata applicazione.

Il Testo della LEGGE di REVISIONE COSTITUZIONALE (Presidente)

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016)

Avvertenza:

Il testo della legge costituzionale e’ stato approvato dal Senato
della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta
dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera
dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei
suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del
testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila
elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si
proceda al referendum popolare.
Il presente comunicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 3 della
legge 25 maggio 1970, n. 352.
Art. 21.
(Modifiche all’articolo 83 della Costituzione in materia di delegati
regionali e di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica)

  1. All’articolo 83 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) il secondo comma e’ abrogato;
    b) al terzo comma, il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: «
    Dal quarto scrutinio e’ sufficiente la maggioranza dei tre quinti
    dell’assemblea. Dal settimo scrutinio e’ sufficiente la maggioranza
    dei tre quinti dei votanti ».

Art. 22.
(Disposizioni in tema di elezione del Presidente della Repubblica)

  1. All’articolo 85 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al secondo comma, le parole: « e i delegati regionali, » sono
    soppresse e dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: « Quando
    il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della
    Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente
    del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune »;
    b) al terzo comma, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «
    Se la Camera dei deputati e’ sciolta, o manca meno di tre mesi alla
    sua cessazione, l’elezione ha luogo entro quindici giorni dalla
    riunione della Camera nuova ».

Art. 23.
(Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica)

  1. All’articolo 86 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al primo comma, le parole: « del Senato » sono sostituite dalle
    seguenti: « della Camera dei deputati »;
    b) al secondo comma, le parole: « il Presidente della Camera dei
    deputati indice » sono sostituite dalle seguenti: « il Presidente del
    Senato indice », le parole: « le Camere sono sciolte » sono
    sostituite dalle seguenti: « la Camera dei deputati e’ sciolta » e la
    parola: « loro » e’ sostituita dalla seguente: « sua ».

Art. 24.
(Scioglimento della Camera dei deputati)

  1. All’articolo 88 della Costituzione, il primo comma e’ sostituito
    dal seguente:
    « Il Presidente della Repubblica puo’, sentito il suo Presidente,
    sciogliere la Camera dei deputati ».

Il testo della LEGGE di REVISIONE COSTITUZIONALE (Parlamento)

 

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU Serie Generale n.88 del 15-4-2016)

Avvertenza:

Il testo della legge costituzionale e’ stato approvato dal Senato
della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta
dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera
dei deputati, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei
suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del
testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila
elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si
proceda al referendum popolare.
Il presente comunicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 3 della
legge 25 maggio 1970, n. 352.

Art. 1.

(Funzioni delle Camere)

  1. L’articolo 55 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 55. – Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e
    del Senato della Repubblica.
    Le leggi che stabiliscono le modalita’ di elezione delle Camere
    promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.
    Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.
    La Camera dei deputati e’ titolare del rapporto di fiducia con il
    Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione
    legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo.
    Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali
    ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti
    costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione
    legislativa nei casi e secondo le modalita’ stabiliti dalla
    Costituzione, nonche’ all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo
    Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione
    europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e
    all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione
    europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attivita’ delle pubbliche
    amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione
    europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di
    competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare
    l’attuazione delle leggi dello Stato.
    Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due
    Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione ».
    Art. 2.

(Composizione ed elezione del Senato della Repubblica)

  1. L’articolo 57 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 57. – Il Senato della Repubblica e’ composto da
    novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali
    e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della
    Repubblica.
    I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento
    e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i
    propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci
    dei Comuni dei rispettivi territori.
    Nessuna Regione puo’ avere un numero di senatori inferiore a due;
    ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.
    La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa
    applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione
    alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale,
    sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti.
    La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi
    delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti,in
    conformita’ alle scelte espresse dagli elettori per i candidati
    consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le
    modalita’ stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
    Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le
    modalita’ di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del
    Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonche’ quelle
    per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva
    regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti
    espressi e della composizione di ciascun Consiglio ».
    Art. 3.

(Modifica all’articolo 59 della Costituzione)

  1. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma e’
    sostituito dal seguente:
    « Il Presidente della Repubblica puo’ nominare senatori cittadini
    che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo
    sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in
    carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati ».
    Art. 4.

(Durata della Camera dei deputati)

  1. L’articolo 60 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 60. – La Camera dei deputati e’ eletta per cinque anni.
    La durata della Camera dei deputati non puo’ essere prorogata se
    non per legge e soltanto in caso di guerra ».
    Art. 5.

(Modifica all’articolo 63 della Costituzione)

  1. All’articolo 63 della Costituzione, dopo il primo comma e’
    inserito il seguente:
    « Il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina
    alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere
    limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o
    locali ».
    Art. 6.

(Modifiche all’articolo 64 della Costituzione)

  1. All’articolo 64 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) dopo il primo comma e’ inserito il seguente:
    « I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze
    parlamentari. Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo
    statuto delle opposizioni »;
    b) il quarto comma e’ sostituito dal seguente:
    « I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di
    assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta
    che lo richiedono »;
    c) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
    « I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle
    sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni ».
    Art. 7.

(Titoli di ammissione dei componenti del Senato della Repubblica)

  1. All’articolo 66 della Costituzione e’ aggiunto, in fine, il
    seguente comma:
    « Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla
    carica elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da
    senatore ».
    Art. 8.

(Vincolo di mandato)

  1. L’articolo 67 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 67. – I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni
    senza vincolo di mandato ».
    Art. 9.

(Indennita’ parlamentare)

  1. All’articolo 69 della Costituzione, le parole: « del Parlamento
    » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati ».
    Art. 10.

(Procedimento legislativo)

  1. L’articolo 70 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 70. – La funzione legislativa e’ esercitata collettivamente
    dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le
    altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione
    delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle
    minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di
    consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano
    l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le
    funzioni fondamentali dei Comuni e delle Citta’ metropolitane e le
    disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la
    legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della
    partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della
    normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che
    determina i casi di ineleggibilita’ e di incompatibilita’ con
    l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le
    leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114,
    terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto
    comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le
    stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate,
    modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a
    norma del presente comma.
    Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
    Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati e’
    immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci
    giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, puo’ disporre
    di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della
    Repubblica puo’ deliberare proposte di modificazione del testo, sulle
    quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora
    il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia
    inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la
    Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge
    puo’ essere promulgata.
    L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno
    attuazione all’articolo 117, quarto comma, e’ disposto nel termine di
    dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di
    legge, la Camera dei deputati puo’ non conformarsi alle modificazioni
    proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi
    componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza
    assoluta dei propri componenti.
    I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati
    dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della
    Repubblica, che puo’ deliberare proposte di modificazione entro
    quindici giorni dalla data della trasmissione.
    I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali
    questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi
    regolamenti.
    Il Senato della Repubblica puo’, secondo quanto previsto dal
    proprio regolamento, svolgere attivita’ conoscitive, nonche’
    formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei
    deputati ».
    Art. 11.

(Iniziativa legislativa)

  1. All’articolo 71 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) dopo il primo comma e’ inserito il seguente:
    « Il Senato della Repubblica puo’, con deliberazione adottata a
    maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei
    deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso,
    la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il
    termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della
    Repubblica »;
    b) al secondo comma, la parola: « cinquantamila » e’ sostituita
    dalla seguente: « centocinquantamila » ed e’ aggiunto, in fine, il
    seguente periodo: « La discussione e la deliberazione conclusiva
    sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei
    tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti
    parlamentari »;
    c) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
    « Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla
    determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale
    stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e
    d’indirizzo, nonche’ di altre forme di consultazione, anche delle
    formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono
    disposte le modalita’ di attuazione ».
    Art. 12.

(Modifica dell’articolo 72 della Costituzione)

  1. L’articolo 72 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo
    comma, presentato ad una Camera, e’, secondo le norme del suo
    regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa,
    che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
    Ogni altro disegno di legge e’ presentato alla Camera dei deputati
    e, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione
    e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con
    votazione finale.
    I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di
    legge dei quali e’ dichiarata l’urgenza.
    Possono altresi’ stabilire in quali casi e forme l’esame e
    l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni,
    anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in
    modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in
    tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il
    disegno di legge e’ rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo
    dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono
    che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia
    sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di
    voto. I regolamenti determinano le forme di pubblicita’ dei lavori
    delle Commissioni.
    La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte
    della Camera e’ sempre adottata per i disegni di legge in materia
    costituzionale ed elettorale, per quelli di delegazione legislativa,
    per quelli di conversione in legge di decreti, per quelli di
    autorizzazione a ratificare trattati internazionali e per quelli di
    approvazione di bilanci e consuntivi.
    Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalita’
    di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai
    sensi dell’articolo 70.
    Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni
    caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla
    ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli
    79 e 81, sesto comma, il Governo puo’ chiedere alla Camera dei
    deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un
    disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del
    programma di governo siaiscritto con priorita’ all’ordine del giorno
    e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei
    deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In
    tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono
    ridotti della meta’. Il termine puo’ essere differito di non oltre
    quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della
    Commissione nonche’ alla complessita’ del disegno di legge. Il
    regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalita’ e i
    limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneita’ del
    disegno di legge ».
    Art. 13.

(Modifiche agli articoli 73 e 134 della Costituzione)

  1. All’articolo 73 della Costituzione, il primo comma e’ sostituito
    dai seguenti:
    « Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un
    mese dall’approvazione.
    Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei
    deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte,
    prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di
    legittimita’ costituzionale da parte della Corte costituzionale, su
    ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della
    Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato
    della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge,
    prima dei quali la legge non puo’ essere promulgata. La Corte
    costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino
    ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge.
    In caso di dichiarazione di illegittimita’ costituzionale, la legge
    non puo’ essere promulgata ».
  2. All’articolo 134 della Costituzione, dopo il primo comma e’
    aggiunto il seguente:
    « La Corte costituzionale giudica altresi’ della legittimita’
    costituzionale delle leggi che disciplinano l’elezione dei membri
    della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ai sensi
    dell’articolo 73, secondo comma ».
    Art. 14.

(Modifica dell’articolo 74 della Costituzione)

  1. L’articolo 74 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 74. – Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la
    legge, puo’ con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova
    deliberazione.
    Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto
    adottato a norma dell’articolo 77, il termine per la conversione in
    legge e’ differito di trenta giorni.
    Se la legge e’ nuovamente approvata, questa deve essere promulgata
    ».
    Art. 15.

(Modifica dell’articolo 75 della Costituzione)

  1. L’articolo 75 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 75. – E’ indetto referendum popolare per deliberare
    l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente
    forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o
    cinque Consigli regionali.
    Non e’ ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio,
    di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati
    internazionali.
    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori.
    La proposta soggetta a referendum e’ approvata se ha partecipato
    alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da
    ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime
    elezioni della Camera dei deputati, e se e’ raggiuntala maggioranza
    dei voti validamente espressi.
    La legge determina le modalita’ di attuazione del referendum ».
    Art. 16.

(Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza)

  1. All’articolo 77 della Costituzione sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) al primo comma, le parole: « delle Camere » sono sostituite
    dalle seguenti: « disposta con legge »;
    b) al secondo comma, le parole: « alle Camere che, anche se
    sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono » sono
    sostituite dalle seguenti: « alla Camera dei deputati, anche quando
    la funzione legislativa e’ esercitata collettivamente dalle due
    Camere. La Camera dei deputati, anche se sciolta, e’ appositamente
    convocata e si riunisce »;
    c) al terzo comma:
    1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «
    o, nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a
    norma dell’articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni
    dalla loro pubblicazione »;
    2) al secondo periodo, le parole: « Le Camere possono » sono
    sostituite dalle seguenti: « La legge puo’ » e le parole: « con legge
    » sono soppresse;
    d) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
    « Il Governo non puo’, mediante provvedimenti provvisori con forza
    di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quinto
    comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina
    dell’organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento
    delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non
    convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base
    dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti
    aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato
    illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.
    I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto
    specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
    L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei
    disegni di legge di conversione dei decreti e’ disposto dal Senato
    della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla
    Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere
    deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno
    di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni
    dalla presentazione.
    Nel corso dell’esame dei disegni di legge di conversione dei
    decreti non possono essere approvate disposizioni estranee
    all’oggetto o alle finalita’ del decreto ».
    Art. 17.

(Deliberazione dello stato di guerra)

  1. L’articolo 78 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 78. – La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta
    lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari ».
    Art. 18.

(Leggi di amnistia e indulto)

  1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «
    di ciascuna Camera, » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera
    dei deputati, ».
    Art. 19.

(Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali)

  1. All’articolo 80 della Costituzione, le parole: « Le Camere
    autorizzano » sono sostituite dalle seguenti: « La Camera dei
    deputati autorizza » ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «
    Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi
    all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da
    entrambe le Camere ».
    Art. 20.

(Inchieste parlamentari)

  1. L’articolo 82 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:
    « Art. 82. – La Camera dei deputati puo’ disporre inchieste su
    materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica puo’
    disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le
    autonomie territoriali.
    A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una
    Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione e’ formata in
    modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione
    d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri
    e le stesse limitazioni dell’autorita’ giudiziaria ».